1-4-2012

Conoscere la storia d’Italia…

Conoscere la storia d’Italia rappresenta per noi tutti una grande occasione. Troppe volte siamo portati a pensare alle vicende del Risorgimento e dell’Unità d’Italia come a fatti o episodi lontani, con poca attinenza con la nostra vita quotidiana.
In realtà, studiare gli avvenimenti che portarono alla nascita della nostra nazione può aiutarci non solo a capire meglio che cosa è accaduto nella seconda metà del secolo XIX, ma anche a scoprire, spesso sorprendendoci, come tante delle cose della realtà in cui viviamo siano il frutto di un lungo e articolato percorso, di un processo storico profondo.
È un bisogno che avvertiamo in maniera sempre più crescente.
Viviamo, infatti, in un mondo in continua e veloce evoluzione, in cui molti dei paradigmi e degli orizzonti con i quali eravamo abituati a orientarci nel passato – anche il più recente – devono essere ripensati e aggiornati.
In questo senso, la conoscenza del nostro passato è un tassello indispensabile di quel mosaico di idee e pensieri di cui dobbiamo dotarci per affrontare adeguatamente i problemi dell’Italia di oggi e per affrontare le sfide del futuro, le opportunità e i rischi del mondo globale.
Torino e il Piemonte sono state il motore di un mutamento radicale degli equilibri continentali, ponendosi come fulcro di uno dei principali eventi della storia europea del XIX secolo, il Risorgimento, di cui ancora oggi sono forti le tracce in tutto il territorio regionale.
La vocazione europea dell’ Italia moderna e contemporanea nasce in questa terra e in questa terra si svilupperà fino ad oggi.
Qui hanno origine le idee che scorreranno nelle vene del Paese fino ai giorni nostri: il liberalismo, da Cavour a Giolitti, fino a Einaudi; il cattolicesimo sociale di Don Bosco e dei salesiani; il movimento operaio e sindacale, con i suoi aspri conflitti e, al tempo stesso, con la sua capacita di mediare e risolvere.
Anche le aspirazioni autonomiste e federaliste trovano il modo, in piena guerra mondiale, di codificarsi in documenti come la Carta di Chivasso e di concretizzarsi in esperienze come quella della Repubblica dell’ Ossola.
Qui, nel corso di un secolo e mezzo, nasce la grande industria, con le sue officine, ma anche con i centri di innovazione e di ricerca in settori nevralgici quali l’automotive, la robotica, la meccatronica, la telefonia, la produzione tecnica e contenutistica della radio, della televisione e del cinema. Il Piemonte e il suo capoluogo hanno continuamente reinterpretato il loro ruolo di capitale delle idee e dell’ innovazione culturale, politica ed economica del Paese.
Alla fine del secolo scorso, Torino e il Piemonte individuano, nella loro capacità di ricollegarsi al passato proiettandosi nel futuro, un’altra preziosa vena: il patrimonio culturale e l’industria turistica, sostenute non solo dai grandi eventi, come i Giochi olimpici del 2006, ma anche da un profondo processo di trasformazione urbana, soprattutto del capoluogo.
I dati del turismo confermano il successo di questa scelta strategica: dal 2000 a oggi i visitatori che hanno scelto il Piemonte come loro meta sono aumentati del 52,7%, con oltre 11.600.000 presenze nel corso del 2009, dato in costante crescita nonostante la crisi economica internazionale, grazie anche all’ apertura dal 2007 della Reggia di Venaria, che oggi risulta tra i primi cinque siti culturali più visitati in Italia.
Torino e il Piemonte hanno presentato fino a metà marzo Esperienza Italia, il grande appuntamento dedicato all’ Italia e alle sue eccellenze, in occasione del 150 anniversario dell’ Unità del Paese. Capolavori artistici e culturali, creatività, innovazione, moda, qualità della vita, storia e cibo: sono stati raccontati sul palcoscenico di Torino e del Piemonte
La presentazione di oggi vuole permettere di conoscere, uno strumento utile non solo per imparare o ricordare qualche cosa su cui troppo spesso ci siamo soffermati superficialmente, ma anche per continuare a riscoprire le ragioni del nostro vivere comune costruendo insieme l’Italia di domani.