17-06-2012

COMUNICATO STAMPA
DEL VALLE DE PAZ E CASTELNUOVO TEDESCO PER LE PAGINE EBRAICHE ALLA SINAGOGA DI CASALE
La rassegna da Salomone Rossi a Schoenberg prosegue domenica 17 giugno con il concerto del Trio Archè

“Un cammeo sonoro” così il compositore Giulio Castagnoli aveva annunciato il programma del concerto della pianista Sabrina Lanzi che si è esibita alla Sinagoga di Casale Monferrato domenica 10 giugno. Una premessa di cui il pubblico della Sinagoga di Casale Monferrato ha potuto riscontrare la veridicità: in particolare nell’accostamento tra i 6 piccoli pezzi pianistici di Schoenberg e gli altrettanto sintetici Lieder ohne Worte di Mendelssohn che ha dato un quadro quasi miniaturistico dell’arte pianistica. Per usare sempre le parole di Castagnoli, curatore di questa rassegna voluta dalla Comunità Ebraica casalese dal titolo “Da Salomone Rossi a Schoenberg: “Sembra che questi compositori abbiano voluto cimentarsi con l’idea che meno è meglio”. Difficile capire se è un tratto distintivo di compositori delle origini ebraiche, di sicuro il terzo brano scelto per il concerto: l’appassionata di Beethoven, è una composizione con un tratto meno intimo. L’impressione però che si ricava da questa rassegna è che la riflessione interiore sia un tratto dell’ebraismo capace di riflettersi sulla musica.

il 17 giugno l’indagine e la rassegna continua con un concerto dall’organico allargato. Si tratta del Trio Archè formato da Francesco Cipolletta (pianoforte) Dario Destefano (Violoncello) e Massimo Marin (violino). L’ensemble sarà impegnato in un programma che ha il pregio di portare alla ribalta due dei più importanti compositori italiani del ’900: Edgardo Del Valle de Paz e Mario Castelnuovo Tedesco. Il filo che li lega non è soltanto quello dell’Ebraismo, ma anche un contatto diretto con il territorio monferrino. Edgardo Del Valle de Paz appartenne a una comunità di particolare rilievo, quella di Livorno. Fondò e diresse per oltre un quarto di secolo la rivista fiorentina “La Nuova Musica” che annoverò tra i collaboratori musicologi come Giannotto Bastianelli e Guido Maria Gatti, compositori come Ildebrando Pizzetti, e, fra i letterati, il poeta Diego Garoglio, il quale da Casale Monferrato si spostò a Firenze, dove ebbe per allievi i celeberrimi Papini e Prezzolini. Del Valle de Paz su testo di Garoglio pubblicò alcune delle sue più belle composizioni dal gusto simbolista e quasi liberty: fecondo compositore, fu anche professore di pianoforte principale al Conservatorio di Firenze, dove ebbe per allievo uno dei più importanti autori del XX secolo, Mario Castelnuovo-Tedesco. Quest’ultimo, emigrato in California a causa delle leggi razziali del 1938, strinse colà amicizia con il grande Andrès Segovia, che lo stimolò a scrivere quelle che divennero alcune delle pagine più importanti della letteratura per il suo strumento, la chitarra.

La musica di Del Valle de Paz, è stata in parte alluvionata alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Così come le pagine non chitarristiche di Castelnuovo Tedesco, la musica di Del Valle de Paz è purtroppo immeritatamente divenuta di raro ascolto.
Terzo autore sarà ancora Mendelssohn, di cui potremo ascoltare il trio n2 in Do minore. L’ebraismo in Mendelssohn è ancora molto dibattuto anche se la famiglia di Felix si convertì alla religione luterana La sua musica da camera, di cui il Trio in do minore è uno dei più fulgidi esempi, costituisce il punto di equilibrio tra forma classica e nuova espressività romantica: nell’ultimo tempo l’autore cita la melodia di un corale tratto dal cinquecentesco Salterio Ginevrino, Vor deinem Thron tret ich hiermit. Il primo tema del finale fu ripreso, come omaggio, da Johannes Brahms, allora allievo di Schumann, per lo Scherzo della sua Sonata op.5 per pianoforte. (G.C.)

L’ingresso al concerto è libero
per informazioni 0142 71807

Alberto Angelino – Ufficio Stampa 338 6232374

DOMENICA 17 GIUGNO, ore 17,00
Pagine ebraiche

Trio Arkè
Massimo Marin, violino
Dario Destefano, violoncello
Francesco Cipolletta, pianoforte

PROGRAMMA

Edgardo Del Valle de Paz
Pezzo di Fantasia op.52 (1890) per pianoforte

Mario Castelnuovo-Tedesco
Sonata quasi una fantasia per violino e pianoforte op.56 (1929)

1 Prologo – moderato e pensoso
2 Intermezzo – vivace e danzante
3 Epilogo – calmo

Felix Mendelssohn-Bartholdy
Trio n.2 in Do minore op.66 per violino, violoncello e pianoforte (1845)

1 Allegro energico e con fuoco
2 Andante espressivo
3 Scherzo: Molto allegro quasi presto
4 Finale: Allegro appassionato

TRIO ARKE’
Il Trio Archè, formatosi dall’incontro di tre solisti con esperienza a livello internazionale, affronta la grande letteratura cameristica composta per questa formazione.

FRANCESCO CIPOLLETTA
Vive a Torino ove, all’età di sette anni, inizia lo studio del pianoforte sotto la guida di Maria Golia, diplomandosi al Conservatorio “G: Verdi” con il massimo dei voti e la lode. Ha proseguito gli studi con Naumov e presso la scuola di Musica di Fiesole con Maria Tipo. Giovanissimo si rivela in concorsi nazionali (20 Primi Premi: Mozzati a Milano, Città di Treviso, Muzio Clementi a Firenze, Catanzaro, La Spezia, Stresa, Como, A. Speranza a Taranto….) e successivamente in concorsi internazionali ( “Busoni” a Bolzano, “Dino Ciani” a Milano, “Viotti” a Vercelli, “Rina Sala Gallo” a Monza, Pretoria Sud Africa, Concorso Europeo Lussemburgo). Tali prestigiosi Premi Internazionali gli permettono di iniziare un’intensa attività concertistica, oltre che nelle principali città italiane, anche in numerose città estere, tra le quali Bruxelles, Londra, Monaco, Vienna, Parigi, Lussemburgo, Düsseldorf, Copenaghen, Città del Capo, Johannesburg, Durban, Tokio, Osaka, Hiroshima, Hong Kong, San Paolo, Buenos Aires, Cleveland…..e presso le più prestigiose sale da concerti quali: Teatro alla Scala di Milano, gli Auditorium Rai di Torino e Roma, Sala Verdi di Milano, Salle Gaveau di Parigi, i Teatri Goldoni e La Fenice di Venezia, le Theatre Royal di Bruxelles, la Konzerthaus di Stoccarda e quella di Karlsruhe, Gasteighalle di Monaco, Purcell Room di Londra, Suntory Hall di Tokio, Izumi Hall di Osaka, Teatro Colon di Buenos Aires.
È stato ospite di importanti Società Musicali, suscitando sempre favorevoli consensi di critica e di pubblico. Ha suonato come solista con l’Orchestra della Scala, della Rai di Milano, con l’Orchestra Nazionale della Rai di Torino, della Radiotelevisione Lussemburghese, con l’Orchestra Sinfonica della Lorraine France, con le Orchestre Sinfoniche di Johannesburg, Città del Capo, Pretoria, Durban, Blumfontein, con l’Orchestra Sinfonica dello Stato della Virginia, con l’Orchestra Sinfonica di Cordoba, Malta …….Ha effettuato registrazioni audio e video trasmesse dalla RAI, BBC, Radio Televisione della Svizzera Italiana, RTL Lussemburgo, SABC South Africa.
È docente di Pianoforte Principale presso il Conservatorio Statale di Cuneo.

DARIO DESTEFANO
Dario Destefano si è formato artisticamente sotto la guida dei maestri Renzo Brancaleon, Antonio Janigro e Johannes Goritzki, diplomandosi con il massimo dei voti e lode, in Italia, presso il Conservatorio „G. Verdi“ di Torino e in Germania, presso la Hochschule „R. Schumann“ di Düsseldorf.
Nel 1986, all‘età di ventidue anni, è già primo violoncello presso l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, avendone vinto il concorso; successivamente a Torino viene invitato, sempre come primo violoncello, a collaborare con l‘Orchestra RAI e, stabilmente, con il Teatro Regio.
Dopo brillanti affermazioni in concorsi nazionali e internazionali, nel 1990 ha vinto il primo premio assoluto al Concorso di musica da camera “Viotti” di Vercelli, il secondo premio in Giappone nel 1993 alla “Osaka Competition” e nel 1995 il secondo premio al concorso di musica da camera di Trapani.
Ha suonato presso le più prestigiose società musicali europee e ha effettuato tournées in Giappone come solista e in formazioni cameristiche con prestigiosi solisti dei Berliner Philharmoniker e di orchestre americane, suonando, fra l‘altro, al Fuji Festival e alla Bunka Kaikan di Tokyo.
Dall’incontro con altri due solisti (Massimo Marin, violino e Francesco Cipolletta, pianoforte) si è formato il Trio Archè, che si propone di affrontare la grande letteratura cameristica composta per questa formazione.
E’ componente dell’Optional String Quartet con cui divulga a livello internazionale un repertorio dal classico al jazz. In questa formazione ha inciso musiche di J.S. Bach, A. Piazzolla, G.Gershwin, Bernstein, E. Morricone, Tschaikowski, ecc. e arrangiamenti su temi popolari.
Ha eseguito e inciso (live) in prima esecuzione assoluta, con Andrea Griminelli, il Secondo concerto di Morricone per flauto, violoncello e orchestra. Ha registrato l’integrale delle Sonate di Brahms per pianoforte e violoncello con il pianista Maurizio Barboro, con il quale collabora stabilmente in duo; l‘integrale da camera di Chopin e musiche di Brahms, Dvoràk, Rubinstejn, Šostakovic e Smetana.
E’ docente ordinario di violoncello presso il Conservatorio statale di Torino.
Suona un violoncello Santagiuliana del 1821.

MASSIMO MARIN
Nato a Torino da una famiglia di musicisti, compie gli studi musicali sotto la guida di Lorenzo Lugli. Diplomatosi giovanissimo, vince subito i concorsi per l’orchestra della Rai e come violino di spalla del Teatro Regio, ruolo che copre poi successivamente anche nelle orchestre dei Pomeriggi Musicali di Milano, “Haydn” di Bolzano e Trento, Orchestra del Teatro alla Scala, dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia, del Teatro S. Carlo di Napoli.
Ha approfondito la propria formazione musicale con Salvatore Accardo, Leonid Kogan, Corrado Romano; per la Musica da Camera, alla quale da sempre dedica una parte importante della propria attività, con Sergio Lorenzi, Piero Farulli, il duo Gulli- Cavallo.
Nel 1974 ha vinto il primo premio al Concorso Nazionale di Vittorio Veneto e nel 1979 il secondo premio al Concorso Internazionale “Romanini” di Brescia.
Attivo come solista in Italia e all’Estero e come membro di importanti complessi cameristici, ha compiuto tournées in tutto il mondo.
È stato invitato da Claudio Abbado a collaborare con la Chamber Orchestra of Europe e scelto da Riccardo Muti per le prime parti dell’Orchestra Filarmonica della Scala, dove ha suonato sotto la guida dei più grandi direttori.
Nel 1992 è stato insignito del premio “Una Vita per l’arte”.
È insegnante di violino presso il Conservatorio Statale di Torino e, nel corso della sua ormai lunga attività di insegnante, ha guidato numerosissimi allievi ad affermarsi in Concorsi Nazionali e Internazionali solistici e per posti d’ Orchestra.
Suona un violino Giovanni Battista Guadagnini del 1747.