Archivio

Registri della comunità

L’ala ovest dell’edificio comunitario è stata ristrutturata ed attrezzata per ospitare documenti e 817 manoscritti raccolti in 187 schedari disposti in ordine cronologico. L’archivio è stato intitolato alla memoria di Livia Pavia Wollemborg.
Mentre il museo, con i suoi oggetti preziosi, testimonia gli aspetti religiosi, gli archivi documentano la vita degli ebrei a Casale nei secoli scorsi.

I primi schedari contengono i verbali e le delibere dei consigli che si sono succeduti nell’amministrazione della Congregazione di Casale Monferrato dal 1653 al 1932.

Altri schedari contengono i registri delle nascite e delle morti in ordine cronologico, a partire dall’anno 1732. Il primo contratto di matrimonio fu registrato solo nel 1802.

Numerosi sono i documenti relativi a controversie, attestano liti di varia entità tra i membri della congregazione e richieste di risarcimenti.

La parte più consistente dell’Archivio è costituita da documenti relativi alle fondazioni che svolgevano servizi sociali e che sono state attive per almeno cento anni, a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Tra di esse possiamo citare la “Istituzione Barone Abramo Franchetti”, la “Society of Work and Art”, la “Opera Pia Clava”, la “Confraternita Heshrad Holim” ed altre associazioni minori come la “Società delle Signore”, che forniva aiuti economici alle donne povere dopo il parto. Più di cinquanta raccolte coprono il periodo dal 1779 al 1945 ed illustrano gli eventi che caratterizzarono le attività della “Compagnia della Misericordia Israelitica”, successivamente denominata “Opera di Beneficenza Israelitica”.

Un’altra parte degli schedari, contenente i documenti relativi al XIX secolo, riguarda la comunità di Moncalvo che si estinse dopo la Seconda guerra mondiale e passò sotto la giurisdizione di Casale, pertanto i documenti rimanenti furono inviati a Casale. Gli ultimi documenti riguardano la famiglia Sacerdote.